Il PLR ribadisce l'importanza della banda ultra larga

Nava: “Un vantaggio territoriale per l’insediamento di attività interessanti nelle valli”

La commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale ha deciso oggi di rinviare le decisioni sull’iniziativa ticinese del 2016, dove si chiedeva di garantire un’offerta capillare di servizi di banda ultra larga su tutto il territorio nazionale. Il PLRT comprende la scelta commissionale di rimandare il tema a dopo la revisione della legge sulle telecomunicazioni, che inizierà a marzo ed è quindi imminente, ma intende ribadire l’importanza di un sostegno attivo da parte della Confederazione per l’ampliamento di queste reti anche nelle regioni meno interessanti dal profilo della redditività. Ricordiamo che l’iniziativa è già stata approvata dal Consiglio degli Stati, grazie al forte sostegno del senatore PLR Fabio Abate.

Quello della banda larga è un progetto, ricordiamo, fortemente sostenuto dal PLR, che lo ha lanciato con una mozione nel 2013 (primo firmatario: Giacomo Garzoli). In seguito, il tema è stato ripreso in un’iniziativa cantonale dal Gruppo socialista. La mobilità dei dati rappresenta la sfida del futuro e un investimento di grande valore strategico, sia per gli agglomerati, sia per le zone periferiche e di montagna. E il sostegno della Confederazione è irrinunciabile.

Il traffico dei dati costituisce sempre più una componete fondamentale di qualsiasi attività e le reti di telecomunicazione ad alta capacità in fibra ottica rappresentano le autostrade del futuro, indispensabili per erogare servizi che stanno diventando decisivi, sia nel settore privato, sia in quello pubblico per lo sviluppo economico.

Più possibilità per le zone periferiche

Andrea Nava, segretario cantonale PLR: “Garantire una veloce trasmissione dei dati permetterà lo sviluppo di nuove realtà economiche e sociali. Un considerevole vantaggio territoriale per l'insediamento di attività interessanti, per lo sviluppo del telelavoro. Che farebbe crescere allo stesso tempo l'attrattività delle zone periferiche e, in particolare, delle nostre valli”.